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SEI DONATORE?

Sì e ne sono felice*

Hai fatto una cosa bellissima: hai scelto la vita.

Grazie. Soprattutto a nome di chi potrà avere di nuovo una vita normale, unicamente grazie a te.

Scrivici di te in una e-mail: cosa ti ha portato a fare questa scelta o un pensiero sulla donazione.

Volontà espressa in uno dei 5 modi validi (come si diventa donatori).

NO, ma vorrei saperne di più

È comprensibile: scegliere di diventare donatore di organi cellule e tessuti è una decisione importante, che devi fare informandoti e togliendoti ogni dubbio.

Cos’è la donazione, quando avviene, cosa si può donare…

Nella sezione FAQ di questo sito puoi trovare alcune risposte che potrebbero interessarti.

Puoi approfondire maggiormente nella sezione dedicata alla donazione e trapianti.

NO e non mi interessa

Grazie lo stesso per aver visitato il nostro sito. Se un giorno cambierai idea o vorrai saperne di più, saremo felici di aiutarti.

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Una Scelta Consapevole: sito web a cura di Regione Emilia-Romagna, Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna, Centro Riferimento Trapianti Emilia-Romagna e Rete Nazionale Trapianti


faq

Faq

Ecco alcune risposte alle domande più frequenti sulla donazione di organi, tessuti e cellule.

Visita il sito regionale ER-Salute per trovare maggiori approfondimenti.


  • Che cos'è il trapianto?


Il trapianto di organi, tessuti e cellule è una terapia consolidata e affidabile, permette di curare efficacemente persone affette da malattie gravi e compromettenti per le quali non esistono altre cure.

Il trapianto è possibile solo grazie alla disponibilità di organi, cellule e tessuti prelevati da donatori consenzienti. Chi è in attesa di un trapianto, solitamente non ha altra scelta.


  • Che cos’è la donazione?


La donazione di organi, tessuti e cellule è un atto volontario, consapevole, informato, cosciente, etico, solidale, anonimo e gratuito.

È un dono a persone malate sconosciute che può salvarle la vita o migliorarla notevolmente.


  • Che cosa si può donare?


Dopo la morte, si possono donare cuore, polmoni, fegato, reni, pancreas, intestino, tessuti muscolo-scheletrici come ossa, tendini e cartilagini, tessuti cardio vascolari (vasi e valvole cardiache) cute e cornee.

Da vivente si possono donare parte del fegato, il rene, alcuni tessuti come la cute, i segmenti osteo-tendinei, la placenta, il midollo osseo, il sangue del cordone ombelicale e, importantissimo, il sangue.


  • Che cos’è la donazione delle cellule staminali emopoietiche?


Le cellule staminali emopoietiche sono le cellule che danno origine a tutte le cellule del nostro sangue. Sono molto importanti essendo in grado di proliferare mantenendo intatta la potenzialità di replicarsi. La donazione delle cellule staminali emopoietiche avviene grazie a donazioni da vivente, attraverso prelievi dal midollo osseo, dal cordone ombelicale e dalla placenta.


  • Perché la donazione delle cellule staminali emopoietiche è molto importante?


Le cellule staminali emopoietiche sono importanti perché servono per la produzione di tutte le cellule del sangue e molte altre cellule accessorie; per ripristinare la produzione del sangue in caso di insufficienza midollare, per curare leucemia, linfoma, mieloma, patologie autoimmuni, talassemie.

Le cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale vengono principalmente utilizzate per curare bambini o adulti di basso peso.


  • Come avviene la donazione dopo la morte?


Le procedure di prelievo degli organi e dei tessuti dal donatore sono eseguite da esperte equipe chirurgiche nel rispetto assoluto dell’integrità della salma e secondo le stesse procedure applicate per qualsiasi intervento chirurgico.


  • Quando avviene la donazione?


La donazione di organi, tessuti e cellule dopo la morte può avvenire solo dopo aver dichiarato il decesso dell’individuo che si identifica con la perdita irreversibile di tutte le funzioni encefaliche, ovvero una condizione senza ritorno (secondo la definizione della Legge 23/12/1993 n. 578 Art.1: la morte s’identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo).

La donazione da vivente avviene quando il donatore lo decide.


  • Come stanno i trapiantati?


A un anno dal trapianto le percentuali di sopravvivenza del paziente sono:

fegato 86,8 %; cuore 82,6%; rene 97,3%.

A un anno dal trapianto le percentuali di sopravvivenza dell’organo sono:

fegato 82,1%; cuore 82%; rene 92%.

La qualità della vita e le possibilità di tornare a una vita normale dopo il trapianto sono:

fegato 87,5%; cuore 90,1%; rene 93%.


  • Come esprimere la volontà di donare organi?


Ci sono cinque modi per dichiarare in vita la volontà̀ di donare organi, tessuti e cellule.

  1. All’Anagrafe del Comune, al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità̀. La dichiarazione verrà registrata direttamente nel SIT, il data base del Centro Nazionale Trapianti, consultabile dai medici del coordinamento trapianti 24 ore su 24.
  2. In uno degli sportelli di riferimento delle AUSL, compilando l’apposito modulo, che verrà registrato direttamente nel SIT.
  3. Iscrivendosi all’Aido. Anche in questo caso la dichiarazione firmata verrà registrata direttamente nel SIT.
  4. Compilando il tesserino blu del Ministero, scaricabile on line. Il tesserino va firmato, datato e conservato tra i documenti personali.
  5. Scrivendo di proprio pugno una dichiarazione su un foglio bianco, detta anche “atto olografo”, completo di data e firma. Anche questa dichiarazione va conservata tra i documenti personali.

La propria dichiarazione può essere modificata.


  • Perché è importante diventare donatori?

Esprimere in vita la propria volontà di donare è una garanzia che le nostre scelte vengano rispettate e solleva i nostri affetti più vicini, la famiglia e i parenti, dalla responsabilità di dovere decidere per noi.


  • Fino a che età si può donare?

Per esprimere la propria volontà è necessario essere maggiorenni, dopodiché non ci sono limiti d’età alla donazione degli organi e dei tessuti, a differenza delle cellule per le quali esistono limiti più restrittivi.


  • Si può vendere o acquistare un organo?


NO, è illegale nella maggior parte dei Paesi e rappresenta un grave reato.

Il trapianto di organi può essere effettuato solo in strutture pubbliche e i costi sono completamente a carico del Sistema Sanitario Nazionale.


  • Si può decidere a chi donare i propri organi?


SÌ, nella donazione da vivente tra consanguinei e familiari.

NO, nella donazione dopo la morte, gli organi vengono assegnati ai pazienti in lista d’attesa in base all’urgenza e alla compatibilità clinica e immunologica del donatore.


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La donazione del sangue del cordone ombelicale

“LE COSE DA SAPERE PER PRENDERE LA DECISIONE GIUSTA.


CHE COS’È IL SANGUE DEL CORDONE OMBELICALE?


È il sangue che rimane nel cordone ombelicale e nella placenta dopo la recisione del cordone ombelicale alla nascita. Questo sangue, che normalmente viene scartato assieme alla placenta, è una fonte alternativa, assieme al midollo osseo e al sangue periferico (il sangue circolante nei vasi sanguigni), di cellule staminali emopoietiche, cellule che generano i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine, utili alla cura di malattie del sangue e del sistema immunitario.


PERCHÉ È IMPORTANTE DONARE IL SANGUE CORDONALE?


Perché aumenta le possibilità di cura delle persone affette da patologie trattabili solo attraverso un trapianto di cellule staminali emopoietiche.
Il sangue cordonale viene principalmente utilizzato per curare bambini o adulti di basso peso poiché la quantità di cellule staminali contenute in una singola donazione è inferiore a quella presente nel midollo osseo e nel sangue periferico stimolato.
Per pazienti adulti di peso superiore, per raggiungere la quantità di cellule staminali necessarie, è possibile utilizzare due unità di sangue cordonale o procedure di infusione intraossea.


QUALI MALATTIE PUÒ CURARE?


Il trapianto delle cellule del sangue del cordone ombelicale può curare:

  • Malattie tumorali del sangue come la leucemia e i linfomi (tumori del sistema linfatico) e patologie non tumorali come, ad esempio, la talassemia (malattia ereditaria del sangue), l’aplasia midollare (mancata produzione delle cellule del sangue) e le immunodeficienze congenite (mal funzionamento del sistema immunitario che causa una maggiore predisposizione alle infezioni).
  • Le cellule del sangue del cordone ombelicale inoltre sono utilizzate per curare persone sottoposte a chemioterapia o terapia radiante ad alte dosi.

CHI PUÒ DONARE IL SANGUE DEL CORDONE OMBELICALE?


Le donne che, nel corso della gravidanza e sulla base del loro stato di salute, siano risultate idonee alla donazione. Al momento del parto, inoltre, non devono verificarsi alcune condizioni che renderebbero inutilizzabile il sangue raccolto: una durata della gravidanza inferiore a 35 settimane, lo stato febbrile della puerpera al momento del parto, malformazioni congenite nel neonato, la rottura delle membrane da più di 12 ore prima del parto. Queste controindicazioni sono definite dal Ministero della Salute (DM 2 novembre 2015). La raccolta del sangue cordonale potrà essere effettuata solo a fronte della sottoscrizione da parte della madre e del padre, ove possibile, di un consenso informato.


COME SI DIVENTA DONATRICI DI SANGUE CORDONALE?


Basta comunicare la propria volontà al personale del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale in cui si intende partorire. La donazione è anonima e gratuita.

Le mamme potranno comunque, anche al momento del parto, riconsiderare la loro decisione. L’iter prevede il colloquio della futura mamma con un medico o un‘ostetrica, per verificare che sussistano tutte le condizioni di salute necessarie alla donazione. Al momento del parto viene eseguito un prelievo di sangue alla mamma per gli esami obbligatori per legge (test infettivologici). Tra i 6 e i 12 mesi dopo il parto, la mamma e il neonato verranno sottoposti a ulteriori controlli, necessari a confermare definitivamente l’idoneità del sangue prelevato: per il bambino è prevista una visita pediatrica per escludere la presenza di patologie ereditarie, mentre la mamma, solo se ha effettuato nel corso della gravidanza l’immunoprofilassi anti-D, sarà sottoposta nuovamente agli esami del sangue eseguiti al momento del parto.


COME AVVIENE LA DONAZIONE DI SANGUE CORDONALE?


La donazione è possibile sia dopo un parto naturale che dopo un parto cesareo. Personale competente, dopo la recisione del cordone ombelicale, che avviene comunque dopo almeno 60”, raccoglie il sangue applicando un sistema che garantisce la massima sterilità. Per la conservazione si utilizzano sacche sterili monouso, alle quali viene applicata un’etichetta con un codice a barre per garantirne la tracciabilità. Questo sistema di raccolta permette di ottenere per ogni donazione una quantità di sangue compresa tra i 70 e i 200 ml. Se la raccolta non può essere utile ai fini del trapianto, può comunque rappresentare un’importante risorsa per altre finalità cliniche (colliri, concentrati piastrinici, gel piastrinico) o per la ricerca, in conformità alle norme vigenti in materia.

LA DONAZIONE DEL SANGUE CORDONALE COMPORTA RISCHI?


No, la donazione non comporta rischi né per la mamma né per il neonato.

Il clampaggio del cordone avviene sempre dopo almeno 60” dalla nascita. Il sangue viene prelevato all’interno del cordone ombelicale solo dopo che è stato reciso. La donazione non è quindi dolorosa e non si sono mai registrati casi in cui donare il sangue cordonale abbia causato problemi di salute alla madre o al neonato. La donazione non sottrae al bambino in alcun modo risorse di sangue: infatti, in assenza della donazione, il sangue contenuto nel cordone reciso viene smaltito.


DOVE SI PUÒ DONARE IL SANGUE DEL CORDONE OMBELICALE


Tutti i reparti di ostetricia e ginecologia degli ospedali pubblici con almeno 500 parti all’anno sono abilitati al prelievo del sangue cordonale, 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno (vedi elenco in fondo alla pagina).
Le sacche raccolte vengono inviate alla “Banca Regionale del sangue cordonale” che ha sede presso il Policlinico di Sant’Orsola. La donazione del sangue cordonale richiede la presenza in sala parto di personale appositamente formato che provvede ad inviare il sangue raccolto presso la Banca entro 36 ore dal parto.


CHE COSA SUCCEDE AL SANGUE DONATO?


Giunto entro 36 ore alla Banca regionale del sangue cordonale, vengono contate le cellule presenti nella sacca. In media circa il 60% delle unità
di sangue cordonale raccolte non contengono quantità di cellule staminali sufficienti per il trapianto, e quindi vengono destinate ad altri utilizzi o smaltite.

Le sacche valutate idonee per il trapianto vengono caratterizzate, tipizzate, congelate e conservate in azoto liquido per oltre 20 anni. La tipizzazione consiste nello studio genetico degli antigeni HLA (Human Leucocyte Antigens) che serve per determinare la compatibilità del sangue donato con l’eventuale destinatario del trapianto. La banca del sangue cordonale detiene i dati genetici e biologici del sangue donato e li trasmette al registro nazionale (IBMDR Registro italiano donatori di midollo osseo) ed internazionale (BMDW – Bone Marrow Donor World Wide). In questi grandi database elettronici, su richiesta del centro trapianti che ha in cura un malato, si esegue la ricerca – a livello mondiale – delle unità di sangue compatibili, e quindi trapiantabili. Le donatrici vengono informate per iscritto del destino del sangue donato.

A CHI PUÒ ESSERE DESTINATO IL SANGUE DEL CORDONE OMBELICALE?


Nel nostro Paese, la destinazione del sangue cordonale donato più diffusa e consolidata è per trapianto allogenico non familiare: il sangue del cordone ombelicale viene raccolto e successivamente certificato dalla Banca dove rimane a disposizione di qualsiasi malato del mondo che possa averne bisogno per il trapianto.

Si attua anche un altro tipo di donazione di sangue cordonale, quella per trapianto allogenico familiare: la cosiddetta donazione dedicata, per curare un consanguineo del neonato (fratello, sorella…).

La conservazione per uso autologo, destinata cioè a un eventuale uso a favore del bambino stesso che lo ha donato, in Italia è vietata poiché non è sostenuta da evidenze scientifiche.

IL SANGUE DEL CORDONE OMBELICALE SE NON HA LE CARATTERISTICHE DI CELLULARITÀ PER ESSERE CONSIDERATO IDONEO ALL'USO TRAPIANTOLOGICO VIENE ELIMINATO?


No, perché può essere utilizzato per produrre emocomponenti ad uso non trasfusionale (Siero, Plasma, Plasma Ricco di Piastrine – PRP, Gel piastrinico) utilizzati per la riparazione di tessuti danneggiati, grazie al loro contenuto in fattori di crescita, in vari ambiti clinici: Oftalmologia, Ortopedia, Chirurgia generale e Chirurgie specialistiche, Dermatologia e per la guarigione delle ulcere.

PERCHÉ, IN ITALIA, LA CONSERVAZIONE PER USO AUTOLOGO DEL SANGUE CORDONALE È VIETATA?


Perché non è stata ancora dimostrata la sua reale utilità, né in base alle conoscenze scientifiche né in base alla pratica clinica.

Per ottenere migliori risultati nella cura di malattie del sangue (come la leucemia) è infatti preferibile usare cellule provenienti da una persona diversa dal malato, perché in questo modo si accresce l’effetto immunologico delle cellule trapiantate e quindi la possibilità di successo del trapianto. È stato dimostrato, inoltre, che alterazioni genetiche, tipiche di alcuni sottotipi di leucemie infantili, erano già presenti nel cordone dei bambini che hanno successivamente sviluppato la malattia: in questo caso il trapianto autologo sarebbe del tutto inutile. La conservazione per l’utilizzo autologo del sangue cordonale non è dunque attualmente giustificata. Inoltre, riduce ulteriormente le probabilità di trovare un’unità di sangue compatibile per la cura dei malati: solo aumentando il numero di donazioni si accresce la probabilità di avere unità di sangue cordonale idonee al trapianto. La conservazione per uso autologo è possibile solo presso banche private che lavorano con finalità commerciali, millantando indicazioni terapeutiche scientificamente non dimostrate.

Per ottenere l’autorizzazione all’esportazione del sangue cordonale per conservazione autologa è necessario presentare una richiesta alla Direzione sanitaria dell’ospedale pubblico sede del parto, effettuare un colloquio (counselling) telefonico con il Centro riferimento trapianti dell’Emilia-Romagna (di persona per i parti programmati all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna) e farsi carico delle spese di prelievo, trasporto e conservazione, oltre ad aver pagato la tariffa prevista a livello regionale per la prestazione sanitaria.

PUÒ LA CONSERVAZIONE PER USO AUTOLOGO ESSERE UNA FORMA DI PREVENZIONE?


Il proprio ginecologo, gli operatori dei reparti di ostetricia, gli operatori del servizio trasfusionale dell’ospedale dove si effettua la donazione, gli operatori della “banca regionale del sangue cordonale” possono offrire ulteriori informazioni in merito alla donazione di sangue del cordone ombelicale. Gli ematologi e i pediatri esperti in trapianto di cellule staminali emopoietiche sono i medici a cui rivolgersi per informazioni cliniche più dettagliate.

REPARTI DI OSTETRICIA DOVE SI PUÒ DONARE IL SANGUE CORDONALE


IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna
Policlinico di Sant’Orsola

Via Massarenti, 13
Tel. 051-2144361

Ospedale Maggiore, Bologna
Largo Nigrisoli, 2
Tel. 051-3172463

Ospedale di Bentivoglio (BO)
Via Marconi, 35
Tel. 051-6644253

Ospedale S. Maria della Scaletta, Imola (BO)
Via Montericco, 4
Tel. 0542-662646

Arcispedale S. Anna, Cona (FE)
Via Aldo Moro, 8
Tel. 0532-236553

Ospedale di Cento (FE)
Via Vicini, 2
Tel. 051-6838258

Ospedale Maggiore, Parma
Via Gramsci, 14
Tel. 0521-702438

Ospedale di Fidenza (PR)
Via Borghesi, 1
Tel. 0524-515324

Policlinico, Modena
Via del Pozzo, 71
Tel. 059-4222630

Ospedale di Carpi (MO)
Via S. Giacomo, 2
Tel. 059-659743

Ospedale di Sassuolo (MO)
Via Ruini, 2
Tel. 0536-863355

Ospedale di Mirandola (MO)
Via Fogazzaro, 1
Tel. 0535-602247

Ospedale di Ravenna
Via Randi, 5
Tel. 0544-285431

Ospedale di Faenza (RA)
Via Stradone, 9
Tel. 0546-601128

Ospedale di Piacenza
Via Taverna, 49
Tel. 0523-303082

Arcispedale S. Maria Nuova, Reggio Emilia
Via Risorgimento, 80
Tel. 0522-296355

Ospedale di Montecchio Emilia (RE)
Via Barilla, 16
Tel. 0522-860355

Ospedale di Forlì
Via Forlanini, 34
Tel. 0543-731770

Ospedale di Cesena
Via Ghiotti, 286
Tel. 0547-352806

Ospedale di Rimini
Via Settembrini, 2
Tel. 0541-705211

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:


Banca regionale del sangue cordonale
IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna
Policlinico di Sant’Orsola
Via Massarenti 9, 40138 Bologna tel. 051- 2143011/3431
email: ercb@aosp.bo.it

Centro Riferimento Trapianti dell’Emilia-Romagna
tel. 051-2144646 – email: airt-crter@aosp.bo.it
www.saluter.it/trapianti

ADISCO Associazione donatrici italiane sangue
di cordone ombelicale
0521-704709 e 340-4962260
presidente-emiliaromagna@adisco.it

ADMO Associazione donatori di midollo osseo
Modena tel. 059-4224413 / 4222684
www.admoemiliaromagna.it

IBMDR (Italian Bone Marrow Donor Registry)
Registro italiano donatori midollo osseo
Genova, Ospedale Galliera tel. 010-5634434
www.ibmdr.galliera.it

Numero Verde del Servizio Sanitario Regionale
800 033 033
(tutti i giorni feriali dalle ore 8:30 alle ore 18:00,
il sabato dalle ore 8:30 alle ore 13:00)


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Trapianto e donazione

“Perché la vita ritorni a battere, bisogna che si incontrino due coraggi: quello di chi la dona e quello di chi la riceve.”


PERCHÉ È IMPORTANTE DIVENTARE DONATORE DI ORGANI, TESSUTI E CELLULE DOPO LA MORTE?


Esprimere in vita la propria volontà di donare è una garanzia che
le nostre scelte vengano rispettate e solleva i nostri affetti più vicini, la famiglia e i parenti, dalla responsabilità di dovere decidere per noi.


CHE COSA È IL TRAPIANTO


Il trapianto è un’efficace e consolidata terapia per alcune gravi malattie che colpiscono gli organi, i tessuti, le cellule e comportano una progressiva e sempre più severa compromissione della qualità della vita.

Per questi pazienti Il trapianto rimane l’unica terapia possibile.

Il trapianto dipende dalla disponibilità di organi, cellule e tessuti ovvero dalla generosità dei donatori. Chi è in attesa di un trapianto, solitamente non ha altra scelta.


PERCHÉ IL TRAPIANTO


Con il trapianto è possibile salvare la vita a molte persone e ridare loro una nuova speranza per riprendere una vita normale: lavorare, viaggiare, fare sport, avere bambini, dopo essere state per molto tempo ammalate e talvolta vicine alla morte.

UN PO’ DI NUMERI SUL TRAPIANTO


COME STANNO I TRAPIANTATI?


CHE COSA È LA DONAZIONE?


La donazione di organi, tessuti e cellule è un atto volontario, consapevole, informato, cosciente, etico, solidale, anonimo, gratuito.
Avviene in completa garanzia del rispetto della privacy sia del donatore sia del ricevente.
È perciò un dono a persone malate sconosciute che non potranno mai ringraziare personalmente il loro anonimo donatore o i suoi familiari.

PERCHÉ DONARE?


Senza donazione non c’è trapianto: la disponibilità di organi, tessuti e cellule dipende esclusivamente dall’altruismo dei donatori.

COSA È POSSIBILE DONARE?


DONAZIONE DA VIVENTE


Tessuti e cellule

Sangue   •
Midollo osseo   •

“Scarti” da chirurgia

Osso (teste di femore)  •
Vene (safene)  •
Membrana amniotica (placenta)  •

Organi

Rene  •
Fegato (segmenti)  •

DONAZIONE DOPO LA MORTE


Tessuti e cellule

•  Cornee
•  Cute
•  Tessuto muscolo-scheletrico:
osso, tendini e cartilagini
•  Tessuto cardio vascolare:
vasi, valvole cardiache

Organi

•  Cuore
•  Polmoni
•  Fegato
•  Rene
•  Pancreas
•  Intestino

LA DONAZIONE DA VIVENTE


Forse non ci si pensa mai, se non in momenti di bisogno, ma, come dopo la morte si possono donare cuore, polmoni, fegato, reni, pancreas, intestino e tutti i tessuti comprese le cornee, alcuni organi possono essere donati anche da vivente. Per la precisione: parte del fegato, il rene, alcuni tessuti come la cute, i segmenti osteo-tendinei, la placenta e infine le cellule come il midollo osseo, il sangue del cordone ombelicale e, non ultimo, il sangue.

LA DONAZIONE DELLE CELLULE STAMINALI EMOPOIETICHE


Le cellule staminali emopoietiche sono le cellule che danno origine a tutte le cellule del nostro sangue. Sono molto importanti essendo in grado di proliferare mantenendo intatta la potenzialità di replicarsi.

La donazione delle cellule staminali emopoietiche avviene grazie a donazioni da vivente, attraverso prelievi dal midollo osseo, dal cordone ombelicale e dalla placenta.

PERCHÉ?


Le cellule staminali emopoietiche sono importanti perché servono per:

  • Stimolare la produzione di tutte le cellule del sangue e altre accessorie
  • Ripristinare la produzione del sangue in caso di insufficienza midollare
  • Curare leucemia, linfoma, mieloma, patologie autoimmuni, talassemie

Le cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale vengono principalmente utilizzate per curare bambini o adulti di basso peso.

COME DONARE?


MIDOLLO OSSEO


Bisogna avere un’età compresa fra i 18 e 35 anni, un peso superiore ai 50 Kg e un buono stato di salute. È semplicemente un prelievo di sangue o un prelievo salivare. I dati genetici vengono inseriti nel Registro Italiano Donatori Midollo Osseo. Il donatore rimane iscritto al Registro* fino al compimento del 55° anno di età.

*Per informazioni rivolgersi a Registro Regionale Donatori Midollo Osseo c/o Policlinico Sant’Orsola di Bologna

CORDONE OMBELICALE


Il prelievo avviene in sala parto, una volta reciso il cordone: è semplice, indolore e senza rischi per madre e neonato. La futura madre che desidera donare il sangue del cordone ombelicale deve comunicarlo al reparto ospedaliero nel quale è previsto il parto.

QUANDO AVVIENE LA DONAZIONE DI ORGANI, TESSUTI E CELLULE DOPO LA MORTE?


La donazione dopo la morte può avvenire quando viene dichiarato il decesso dell’individuo che si identifica con la perdita irreversibile di tutte le funzioni encefaliche, ovvero una condizione senza ritorno (secondo la definizione della Legge 23/12/1993 n. 578 Art.1: la morte si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo).

COME AVVIENE LA DONAZIONE?


Le procedure di prelievo degli organi e dei tessuti da donatore sono eseguite da esperte equipe chirurgiche. Nel caso di donazione dopo la morte, avvengono nel rispetto assoluto dell’integrità della salma e secondo le stesse procedure applicate per qualsiasi intervento chirurgico di routine.

COME ESPRIMERE
LA PROPRIA VOLONTÀ?


Ci sono cinque modi per dichiarare in vita la volontà di donare organi, tessuti e cellule.
La propria dichiarazione può essere modificata in qualsiasi momento.

All’Anagrafe del Comune, al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità.

La dichiarazione verrà registrata direttamente nel SIT, il data base del Centro Nazionale Trapianti, consultabile dai medici del coordinamento trapianti 24 ore su 24.

In uno degli sportelli di riferimento della tua ASL.

Compilando l’apposito modulo, che verrà registrato direttamente nel SIT.

Iscrivendoti all’Aido.

Anche in questo caso la dichiarazione firmata verrà registrata direttamente nel SIT.

Compilando il tesserino blu del Ministero della Salute.

Scaricabile on line. Il tesserino va firmato, datato e conservato tra i documenti personali.

Scrivendo di tuo pugno una dichiarazione su un foglio bianco.

Detta anche “atto olografo”, completo di data e firma. Anche questa dichiarazione va conservata tra i documenti personali.

Scopri di più

Vieni a scoprire più informazioni sul sito ufficiale del Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna

Vai sul sito regionale ER-Salute

FINO A CHE ETÀ SI PUÒ DONARE?


Per esprimere la propria volontà è necessario essere maggiorenni, dopodiché non ci sono limiti d’età alla donazione degli organi.



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Diventa donatore e salva una vita


Organi, tessuti e cellule

IL TUO DONO MOLTIPLICA LA VITA.


Con il trapianto è possibile salvare la vita a molte persone che, dopo essere state gravemente ammalate e talvolta vicine alla morte, possono così riprendere una vita normale: lavorare, viaggiare, fare sport, avere bambini.

Ma senza donazione, non c’è trapianto: la disponibilità di organi, tessuti e cellule dipende esclusivamente dai donatori.
Per questo è importante esprimere la propria volontà di diventare donatori.
Dichiarare in vita la disponibilità a donare organi, tessuti e cellule è anche una garanzia che le nostre scelte vengano rispettate e solleva i nostri affetti più vicini, la famiglia e i parenti, dalla responsabilità di dovere decidere per noi.


DIVENTA DONATORE, BASTA UN SÌ.


ECCO COME:

All’Anagrafe del Comune, al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità.

La dichiarazione verrà registrata direttamente nel SIT, il data base del Centro Nazionale Trapianti, consultabile dai medici del coordinamento trapianti 24 ore su 24.

In uno degli sportelli di riferimento della tua ASL.

Compilando l’apposito modulo, che verrà registrato direttamente nel SIT.

Iscrivendoti all’Aido.

Anche in questo caso la dichiarazione firmata verrà registrata direttamente nel SIT.

Compilando il tesserino blu del Ministero della Salute.

Scaricabile on line. Il tesserino va firmato, datato e conservato tra i documenti personali.

Scrivendo di tuo pugno una dichiarazione su un foglio bianco.

Detta anche “atto olografo”, completo di data e firma. Anche questa dichiarazione va conservata tra i documenti personali.

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Per info, approfondimenti e strumenti di comunicazione


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